Il primo contatto con la neve, con il maestro, con gli attrezzi: cominciamo da qui il racconto di come si deve avviare il bambino per insegnargli a praticare e ad amare lo sci.
Oggi è sempre più frequente vedere bambini di 4/5 anni o poco più, alle prese con il maestro di sci per una lezione individuale o collettiva. Nelle scuole sci c'è stato un grande incremento di questi piccoli clienti. Attualmente al maestro di sci (spesso di genere femminile) viene richiesto di possedere, oltre al bagaglio di competenze tecniche, anche un'approfondita conoscenza pedagogica. Insieme alla maestra Rossana, per quattro puntate, vedremo come impostare le prime lezioni di sci per i nostri piccoli sciatori, fornendo delle linea guida tecnico-didattiche e anche psicologiche. Prima di iniziare, ecco qualche piccolo consiglio di Rossana: "Per iniziare a sciare non esiste un'età giusta. Dipende molto dal livello generale di sviluppo psicofisico del bambino, dalle sue esperienze motorie pregresse e dalla motivazione personale. Solitamente l'età media, dei bambini che si rivolgono per la prima volta alla scuola sci, è tra i 3 ed i 4 anni. L'attrezzatura è importante, poiché facilita un apprendimento veloce e sicuro. Gli sci non devono superare l'altezza degli occhi del bambino e gli scarponi devono essere della giusta misura per poter trasmettere al meglio gli impulsi dello sci sulla neve. L'abbigliamento tecnico deve proteggere dal freddo ma non essere troppo ingombrante. Se il bambino è molto piccolo e ancora poco autonomo è consigliabile fare alcune lezioni individuali per fare in modo che possa acquisire dimestichezza con l'ambiente, con l'attrezzatura e con lo scivolamento. Raggiunti questi obiettivi, il bambino è pronto al gruppo e potrà così incrementare sia il divertimento, sia la socialità".
"Cammino e scivolo sulla neve!": l'obiettivo della prima lezione è imparare a familiarizzare con ambiente, l'attrezzatura e la sensazione dello scivolamento, attraverso giochi ed esercitazioni. La gradualità è il requisito fondamentale per un apprendimento costante e sicuro. Durante il primissimo approccio è utile far eseguire al bambino alcuni semplici esercizi, prima di calzare gli sci. L'ideale sarebbe poter attrezzare il campetto per principianti con sagome di fantasia, esplorandoli insieme alla maestra.
Camminata in piano e camminata laterale
Camminare nelle più svariate modalità (avanti, indietro, laterale, incrociando i piedi) significa sensibilizzare al meglio il piede a contatto con lo scarpone sulla neve, prendere confidenza con l'ambiente e iniziare a costruire una relazione di fiducia con la maestra. Inizialmente, la maestra Rossana, prende per mano i bambini, li porta a esplorare il Campetto scuola, con il pretesto di conoscere meglio l'ambiente ed i punti di riferimento, quindi sensibilizza la loro camminata con gli scarponi. E importante far sperimentare loro tutte le varianti della camminata sulla neve: dal terreno piano alla lieve pendenza dalla camminata avanti/indietro a quella laterale e incrociata. Simulare la "scaletta" con gli scarponi, favorisce la sensibilizzazione sulla parte esterna/interna del piede.
Saltelli in gruppo
Gli obiettivi dell'esercizio precedente (saltare con gli scarponi) possono essere riproposti in gruppo in forma ludica. I bambini si mettono in cerchio tenendosi dosi per mano, al via saltano tenendo il ritmo di un conteggio o di una filastrocca cantata dalla maestra, a rotazione i bambini possono proporre frasi e parole a piacimento. Questo consente oltre al raggiungimento di un obiettivo didattico, anche l'incremento dell'aspetto sociale e comunicativo del gruppo. Le varianti possono essere, giocare a palla, giocare a "toc", il gioco del "mago di ghiaccio" (chi viene toccato si congela e deve aspettare un compagno che toccandolo possa liberarlo), ecc. Tutti giochi che siano in grado di motivare il movimento (corsa e salti) affinché il piede familiarizzi con lo scarpone.
Saltelli sul posto nel cerchio.
Ora sensibilizziamo la pressione e la spinta del piede facendo salti di ogni tipo: su un piede, su entrambi i piedi, all'interno e all'esterno del cerchio, a piedi uniti e divaricati, con i piedi a spazzaneve, ecc. Con l'aiuto della maestra, che tiene per mano il bambino, miglioriamo il suo equilibrio dinamico chiedendo di saltare fuori e dentro dal cerchio rosso, divaricando e chiudendo le gambe. È importante far sentire al bambino che la spinta de l salto avviene facendo pressione sull'avampiede (chiedendo di provare a saltare in punta di piedi), questo per facilitare il piegamento dell'angolo piede-tibia. Lo stesso esercizio si può ripetere in leggera pendenza, rivolgendo le punte in salita o in discesa al fine di migliorare anche l'equilibrio.
Psyco Point
L'accoglienza prima di tutto.
Il primo incontro tra maestro e bambino è fondamentale per l'instaurarsi di un rapporto basato sulla fiducia l'uno dell'altro e quindi per far sì che il bambino possa vivere un'esperienza positiva. I bambini non badano tanto ai contenuti del linguaggio, ma a tutto ciò che è paraverbale e non verbale, ad esempio: il tono di voce, la velocità di espressione, la spontaneità della postura, i gesti, le espressioni del viso e lo sguardo. È importante che il maestro, in questo caso la maestra Rossana, accolga il bambino in modo spontaneo ed empatico. Un bel sorriso a viso aperto, senza occhiali o copri collo, insieme ad un contatto visivo paritario (il maestro deve porsi alla stessa altezza del bambino per poterlo guardare negli occhi), sono i presupposti per un primo proficuo contatto e la maestra Rossana lo dimostra molto bene. Successivamente, dopo la presentazione, è possibile fare alcune semplici domande al bambino sul nome, età, interessi di gioco, canzoni preferite e così via. È fondamentale anche il contatto fisico, temperatura permettendo sarebbe altresì utile prendere per mano il bambino senza i guanti, i quali creando una fredda barriera impediscono la possibilità di un tocco caldo ed empatico "a pelle". Il messaggio da trasmettere al bambino con l'atteggiamento e i gesti più ancora che con le parole è: "Sono pronto ad accoglierti, avrò cura di te in quanto persona, faciliterò il tuo apprendimento affinché possa svolgersi con entusiasmo, spontaneità e creatività".
Calzata e "percezione" degli sci.
Successivamente è possibile calzare gli sci con l'aiuto della maestra ed eseguire alcuni esercizi per acquisire la sensazione del piede vincolato alla struttura scarpone-attacco-sci. Per esempio giocare ad immaginare di avere un piede lungo lungo che dalla punta arrivi alla coda dello sci (chiamato il piede di Pippo!) poi alzare e ruotare il piede uno alla volta da fermi. In seguito è possibile provare ad avanzare camminando con e senza i bastoncini aumentando sempre più la difficoltà dell'esercizio, fare eseguire ai bambini: spostamenti laterali con gli sci, scaletta su pendio leggermente ripido, compiendo un giro intorno al personaggio preferito. Ovviamente tutti questi esercizi devono essere svolti avendo cura di non calpestare... i "piedoni di Pippo".
Scivolata di gruppo.
Adesso siamo pronti ad eseguire le prime scivolate! Prima proviamo a scivolare a sci alternati senza sollevare gli sci, inizialmente su terreno pianeggiante per poi provare su terreno leggermente più ripido sfociante in piano. Raggiunta la confidenza necessaria è bene iniziare a scivolare a sci paralleli con la spinta dei bastoncini. Divertimento e socialità sono ancora gli obiettivi principali da perseguire insieme alle basi tecnico-didattiche dell'esercizio. La maestra Rossana esorta i bambini a fare una scivolata tutti insieme.
Come un Gioco - Lo spazzaneve è l'esercizio primario dello scivolamento a valle: il bambino deve poterlo "assaggiare" senza paure e con divertimento.
Durante la prima puntata abbiamo visto con quale progressione la maestra Rossana avvicina i bambini alla sensazione di scivolamento. Attraverso alcuni esercizi-gioco, i bambini hanno raggiunto alcuni importanti obiettivi: sensibilizzare il piede allo scarpone (camminate e saltelli) ed allo sci (scivolamenti); familiarizzare con l'ambiente (esplorando il Campetto e le varie attrezzature); acquisire la prima rudimentale forma di centralità durante lo scivolamento.
L'obiettivo di questa seconda puntata è l'apprendimento di una serie di esercizi-gioco al fine di giungere allo scivolamento a spazzaneve controllando la velocità.
È utile riprendere la sensazione di equilibrio attraverso scivolamenti a sci paralleli e solo successivamente è possibile far provare al bambino ad aprire le code degli sci, in modo autonomo, nella parte finale dello scivolamento.
Discese a spazzaneve dalla massima pendenza.
"Spazzacamino? No, spazzo la neve!" Le prime discese a spazzaneve devono essere assistite molto da vicino dalla maestra che posiziona gli sci del bambino in modo corretto. Il bambino sarà guidato dalla maestra al controllo della velocità spazzando la neve con l'attrito degli sci sulla neve. I talloni spingono lo sci verso l'esterno, creando la posizione a spazzaneve (per i più piccini chiamata anche con nomi di fantasìa: a capanna, a freccia, ecc.). Le varianti ludiche di questo esercizio possono essere riferite alla parte superiore del corpo, il bambino posizionerà braccia e busto con diverse modalità: braccia laterali (aereo), braccia sui fianchi, braccia avanti a contatto con la maestra, ecc. Nei primi tratti di scivolamento, possono essere utilizzati, a discrezione del maestro e rispetto alle caratteristiche psicofisiche del bambino, piccoli ausili tecnici (puntine, elastici, ecc., foto qui a fianco) per evitare il divaricamento delle punte degli sci o la loro sovrapposizione.
Discese sulla massima pendenza aumentando e diminuendo l'apertura a spazzaneve.
In queste prime discese è importante che la maestra resti sempre vicino al bambino per facilitarlo a raggiungere gli obiettivi tecnici e supportarlo nell'acquisizione di un equilibrio dinamico autonomo. Esistono molte varianti dei primi tratti di discesa a spazzaneve, ecco alcuni esempi: aumentando e diminuendo l'apertura a spazzaneve, aumentando e diminuendo la presa di spigolo. È importante che il bambino provi a fermarsi totalmente attraverso la massima apertura a spazzaneve, per acquisire sicurezza nella gestione della propria velocità in qualsiasi momento della discesa. La maestra Rossana esorta i bambini: "adesso facciamo la prova dei vostri freni!".
Psyco Point
Dalla sicurezza alla fiducia.
Il passaggio del bambino dal genitore al maestro è un momento molto delicato. Il bambino vive uno stato di profonda scissione. Da una parte sente fa spinta di volersi provare in un nuovo ambiente, scoprire cose nuove, apprendere e dimostrare al genitore quanto è bravo e indipendente. Dall'altra sente la paura della separazione dal genitore, prova ansia per un am-biente nuovo ed ha paura di non farcela, di deludere le aspettative del genitore e di non essere all'altezza del compito, il genitore è ansioso, ha il timore che possa accadergli qualcosa, ha paura che il figlio possa reagire rifiutando di fare lezione. A volte, il genitore, nutre aspettative mai dichiarate: spera che il bambino si appassioni allo sci, si chiede quanto sia portato per quello sport e spingendosi sino alla fantasia idealizzata di una vittoria in di Coppa dei mondo! Per reazione, molti genitori, sentono il bisogno di stare vicino al maestro che sta insegnando a loro figlio, assicurandosi che tutto proceda al meglio in modo tale che l'ansia possa essere tenuta sotto controllo. il maestro deve essere flessibile, cercando di capire il tipo di legame che unisce la diade bambino/genitore rispettando la modalità ed il tempo necessario per un distacco graduale ed indolore da parte di entrambi.
Pensiero: "Sono pronto ad essere ciò che il bambino ha bisogno che io sia. Un adulto significativo, un modello da imitare, il sostituto genitore, l'amico di gioco... cioè il suo insegnate".
Regole di risalita.
La maestra Rossana spiega ai bambini in modo chiaro e comprensibile le regole di comportamento della risalita con il tapis-roulant: chiamato anche "il tappeto magico". È importante rassicurare i bambini attraverso un atteggiamento comprensivo e ricco di informazioni. Ogni loro curiosità deve essere soddisfatta ed ogni forte emozione ascoltata e rispettata.
L'idea di un tappeto che possa "magicamente portare i bambini in cima alla pista senza fare fatica, può essere di grande aiuto per i più piccoli, che una volta rassicurati dalla maestra sono sempre impazienti di salirci. Le prime risalite è bene farle con l'aiuto della maestra, per esempio posizionando il bambino tra i due sci dell'adulto. A volte è importante avere collaborazione anche dagli impiantisti, soprattutto quando la lezione è collettiva, poiché una volta giunti a monte, i bambini devono prontamente allontanarsi dal tappeto.
Psyco Point
Dalla sicurezza alla fiducia.
Il passaggio del bambino dal genitore al maestro è un momento molto delicato. Il bambino vive uno stato di profonda scissione. Da una parte sente fa spinta di volersi provare in un nuovo ambiente, scoprire cose nuove, apprendere e dimostrare al genitore quanto è bravo e indipendente. Dall'altra sente la paura della separazione dal genitore, prova ansia per un am-biente nuovo ed ha paura di non farcela, di deludere le aspettative del genitore e di non essere all'altezza del compito, il genitore è ansioso, ha il timore che possa accadergli qualcosa, ha paura che il figlio possa reagire rifiutando di fare lezione. A volte, il genitore, nutre aspettative mai dichiarate: spera che il bambino si appassioni allo sci, si chiede quanto sia portato per quello sport e spingendosi sino alla fantasia idealizzata di una vittoria in di Coppa dei mondo! Per reazione, molti genitori, sentono il bisogno di stare vicino al maestro che sta insegnando a loro figlio, assicurandosi che tutto proceda al meglio in modo tale che l'ansia possa essere tenuta sotto controllo. il maestro deve essere flessibile, cercando di capire il tipo di legame che unisce la diade bambino/genitore rispettando la modalità ed il tempo necessario per un distacco graduale ed indolore da parte di entrambi.
Pensiero: "Sono pronto ad essere ciò che il bambino ha bisogno che io sia. Un adulto significativo, un modello da imitare, il sostituto genitore, l'amico di gioco... cioè il suo insegnate".
Gira gira…
Dopo aver preso confidenza con gli attrezzi e avere provato "il brivìdino" dei primo scivolamento, è il momento di impostare i cambi di direzione.
Nelle puntate precedenti... la maestra Rossana ha portato nostri piccoli sciatori a compiere le prime discese a spazzaneve dalla massima pendenza. Con una progressione didattica coerente e graduale, ha sensibilizzato i bambini all'ambiente, all'attrezzo sci-scarpone, alla sensazione di scivolamento ed alla prima rudimentale discesa a spazzaneve.
L'obiettivo di questa terza puntata è ottenere il raggiungimento dei cambi di direzione nella posizione a spazzaneve, in particolare per giungere questa meta è fondamentale acquisire la capacità di "sterzare" lo sci attraverso il piede, chiamata in termini tecnici: azione sterzante o pilotaggio dei piedi. Rossana: "Pronti bambini? Oggi sarete voi a pilotare gli sci, con i vostri piedini!"
Attraversamento della pista.
Al raggiungimento di un discreto equilibrio e di un buon controllo della velocità nella posizione a spazzaneve, il bambino è pronto ad effettuare i primi cambiamenti di direzione. Precedentemente è utile eseguire alcune discese eseguendo degli attraversamenti a destra ed a sinistra della pista. Durante i primi tentativi è opportuno che la maestra mantenga un contatto fisico con il bambino, per favorire il raggiungimento di questo obiettivo in totale sicurezza.
Dall'attraversamento alla massima pendenza e viceversa.
"Freno e riparto!" - Arrivati a questo punto è giunta l'ora di iniziare a provare te varie parti della curva, sempre su terreno facile e in leggera pendenza. Dall'attraversamento a spazzaneve chiedere al bambino di dirigere le punte verso valle e contemporaneamente provare a frenare, aprendo le code a spazzaneve, con l'obiettivo di fermarsi sulla linea di massima pendenza. Nello stesso modo, dalla discesa a spazzaneve dalla massima pendenza, chiedere al bambino di "far girare" entrambi i piedi verso la direzione dell'attraversamento della pista, destra o sinistra (ovviamente citando dei punti di riferimento chiari poiché spesso il bambino fatica a capire la destra e la sinistra, soprattutto nei momenti di tensione e di forte concentrazione).
Cambi di direzione.
"Gira il mondo gira... " Ora è importante automatizzare l'azione motoria delle due fasi di curva, per incrementare l'aspetto ludico possono essere d'aiuto alcuni simpatici punti di riferimento: conetti, ciuffetti. bastoncini, sagome di fantasia. ecc. La maestra favorisce l'apprendimento dei propri allievi utilizzando anche esercizi-gioco, tra i più conosciuti: braccia divaricate con i palloncini al polso, mani sulle ginocchia, una mano sul ginocchio e l'altra tesa in avanti, mani sui fianchi, ecc..
Psyco Point
Bambini piccoli emozioni grandi.
Empatia, sintonia, fiducia, complicità, sono tutti stati d'animo che creando una forte relazione tra bambino e maestro producono il vero apprendimento. Comprendere il bambino nei suoi stati d'animo di paura e timore significa: riconoscere le sue emozioni e verbalizzarle mostrandosi capace di elaborarle per lui. Per esempio davanti alla paura della prima risalita è controproducente una risposta che tende a minimizzare l'emozione "non è niente, non devi avere paura" {poiché anche se non deve, il bambino sente paura!}. La maestra Rossana risponderebbe: "Posso comprendere che tu abbia paura, può sembrare diffìcile e rumoroso il tappeto, so bene che è la tua prima volta, ma io sono qui per te, pronta ad aiutarti". In questo modo Rossana è entrata empatìcamente nella paura del bambino, ha elaborato e verbalizzate l'emozione e solo successivamente è giunta a rassicurarlo. Riconoscere, rispettare ed elaborare le emozioni del bambino è di fondamentale importanza per porre le basi della fiducia e dell'apprendimento. Altre strategie, per esorcizzare le paure, utilizzate dai bambini in modo spontaneo, sono i giochi simbolici e la magia, giocare a fare il maestro significa identificarsi nella forza e nella sicurezza del suo ruolo, rinforzando l'autostima. Canticchiare insieme la canzone preferita del bambino, significa avere il potere magico per allontanare pensieri negativi e con essi anche l'ansia, riacquistando magicamente la serenità.
Pensiero: "Quando un bambino non si sente compreso, piccole cose possono diventare grandi problemi."
Cado e mi rialzo.
Arrivati a questo punto è bene sapere cosa fare in caso di caduta. La maestra Rossana dimostra come sia possibile rialzarsi, in totale autonomia, dopo una caduta. Cadere non deve significare aver fallito o aver sbagliato, ma deve essere vissuto dai bambini come un evento che è parte dì questo sport. È utile quindi compiere un esercizio-gioco che permetta ai bambini di sperimentare il contatto corporeo sulla neve, per poi provare la giusta strategia per rialzarsi.
E vai………!
Il bambino ha acquisito una sua autonomia tecnica e motoria: può scendere da solo senza l'aiuto del maestro da pendii facili e medi.
È nato un nuovo sciatore! Evviva!
Nelle lezioni precedenti la maestra Rossana ha portato i suoi piccoli sciatori al raggiungimento dell'esecuzione delle varie fasi di curva, grazie alla progressione di esercizi-gioco che hanno favorito il raggiungimento di importanti obiettivi tecnici, incrementando l'aspetto ludico e sviluppando la socialità di gruppo. L'obiettivo di questa ultima puntata è scendere lungo piste medio facili compiendo una sequenza di curve a spazzaneve in totale autonomia. Per arrivare a questo importante traguardo tecnico, il bambino deve aver raggiunto un buon assetto di busto, braccia e gambe che possa favorire l'equilibrio dinamico. La capacità di pilotare efficacemente gli sci attraverso i piedi, che agiscono in senso rotatorio (azione sterzante) e lateralmente (presa di spigolo), consente al bambino di poter controllare la velocità della sciata gestendo lo scivolamento lungo la pista.
Curve a destra e a sinistra.
Siamo giunti ad uno dei traguardi tecnici più importanti: la curva a spazzaneve. Per bambini è un forte appagamento poter realizzare le prime curve a spazzaneve, dapprima con l'aiuto della maestra, successivamente in totale autonomia. Serve verificare l'apprendimento di questa progressione motoria, facendo eseguire ai bambini una curva a destra ed una a sinistra, differenziate, partendo dall'attraversamento di pista. Successivamente i nostri piccoli sciatori potranno compiere due curve concatenate, fino ad arrivare ad una vera e propria sequenza. La maestra Rossana utilizza il cerchio rosso, come contatto supportivo per facilitare l'apprendimento della sequenza di curve a spazzaneve.
Curve a spazzaneve! Mani sulle ginocchia e mani sui fianchi.
"Libertà: lo spazzaneve!" La sensazione di poter pilotare gli sci con i piedi, compiendo una sequenza di curve a spazzaneve, è una delle maggiori soddisfazioni del bambino. L'aggiunta di esercizi-giochi è indispensabile per rendere automatica la corretta progressione motoria mantenendo sempre alto il livello di motivazione e di divertimento.
In questo momento l'alternanza delle esercitazioni e la ricchezza dei mezzi possono creare una base fondamentale per il proseguimento di un buon apprendimento tecnico del bambino. Esercitazioni creative contribuiscono ad ampliare il bagaglio delle esperienze motorie dei bambini, mantenendo alta la curiosità e la voglia di apprendere azioni nuove. Tra i vari esercizi segnaliamo la possibilità di compiere le curve a spazzaneve variando la parte superiore del corpo (busto, braccia): qualche esempio: mani sulle ginocchia, mani sui fianchi, braccia tese lateralmente, braccia dietro la schiena, ecc.
Sequenza di curve a seguire, con e senza bastoncini.
"Si parte... seguo la maestra e mi diverto". L'imprinting finalmente si è compiuto e come tanti piccoli pulcini che seguono la chioccia, i nostri piccoli sciatori seguono la maestra, imitandola in ogni sua piccola azione. Ora è proprio l'apprendimento per imitazione a farla da padrone, favorendo gran parte del futuro lavoro tecnico del bambino. La maestra Rossana, davanti ai suoi piccoli sciatori, esegue una sequenza di curva a spazzaneve senza bastoncini, posizionando le mani sulle ginocchia in fase di piegamento (posizione dello scoiattolo) e alzando le braccia al cielo in fase di distensione (posizione dell'orso), questo per favorire l'apprendimento dei movimenti principali. È possibile utilizzare anche dei riferimenti posti sulla pista (ciuffetti, conetti, ecc.) al fine di migliorare il tempismo esecutivo della curva.
Psyco Point
Giocando si impara.
Il gioco è un'attività realizzata per se stessa, ha il proprio aspetto gratificante in sé e non nel fine o nel risultato che produce. Data questa definizione, tutto lo sport, fintanto che non viene svolto ad un livello professionale, deve essere considerato gioco! Il gioco è apprendimento! Gioco significa: divertimento, creatività e liberta motoria. L'aspetto ludico aiuta l'espressione e l'ampliamento delle personali capacità, caratteristiche, qualità e attitudini del bambino. Giocare è una forma di comunicazione universale, a qualsiasi età, per qualsiasi tipo di sport, etnia e cultura. Il maestro ha la grande opportunità di trasmettere passione attraverso l'aspetto ludico e grazie a questa passione accelerarne l'apprendimento. Lo sviluppo del pensiero creativo è favorito da un ambiente ricco di stimoli, da una tecnica sportiva molto articolata e da una notevole varianza di esercizi e strumenti. Imitare posture e movimenti di animali e cose sono divertimento maggiore per il bambino: l'orso (distensione), lo scoiattolo (piegamento) e l'aereo (il peso sullo sci esterno) sono esempi di esercizi tecnico-didattici molto utilizzati per favorire l'apprendimento e il conseguente automatismo dei primi concetti tecnici. Attraverso il gioco il bambinoi assimila l'esperienza dei propri schemi mentali come importante adattamento all'ambiente. Il gioco diverte, educa alle regole e favorisce la socializzazione.
Pensiero: "Più gioco, più mi diverto, più apprendo!"
Il divertimento continua...
La progressione tecnico-didattica proseguirà facendo eseguire, ai nostri piccoli sciatori, diverse tipologie di esperienze motorie: esercizi-gioco finalizzati alla tecnica, diversi archi di curva, salti, sorpassi, discese su vari tipi di pendio e di neve. ecc. ai fine di creare uno sciatore che si possa divertire sempre più nel massimo della sicurezza.
ROSSANA BERGAMINI NATA IL 29 AGOSTO 1966 A BERGAMO, RISIEDE A PONTE NOSSA (BERGAMO). SPOSATA, HA UNA FIGLIA. ALICE, DI 17 ANNI. HA FATTO GARE FINO AL 1984 A LIVELLO DI COMITATO. MAESTRA DI SCI DAL 1985 E ALLENATORE DAL 1990. MAESTRA DELLA SCUOLA SCI VARENO 2000 AL MONTE PORA (BG). ALTRI SPORT PRATICATI: CORSA, TREKKING, PALLAVOLO, PALESTRA E TUTTO CIÒ CHE È MOVIMENTO!