Partendo dalle nozioni di base:
La Marcialonga di Fiemme e Fassa è una gara internazionale F.I.S. di Sci di fondo, si svolge l'ultima domenica di gennaio su due distanze diverse:
MARCIALONGA LIGHT Moena - Predazzo 45 km TECNICA CLASSICA
MARCIALONGA Moena - Cavalese 70 km TECNICA CLASSICA
Sono ammessi alla gara di 70 km i concorrenti di ambo i sessi che abbiano compiuto il 18° anno di età e che siano in possesso della tessera F.I.S.I.
… e la mia tessera F.I.S.I. era rilasciata dallo Sci Club Ponte Nossa, che per la prima volta dopo 108 anni dalla sua fondazione consta tra i suoi atleti una "fondista".
In verità non mi ritengo per nulla una "fondista", stimo molto gli atleti di questa disciplina, poiché avendo assaporato parte del loro mondo e del loro modo di allenarsi, non posso che provare una profonda stima per le difficoltà che questo sport racchiude; ciò nonostante sin da piccola sono stata atleta "discesista" dello Sci Club e questa è la mia prima passione.
Partita un po' per scherzo e un po' per scommessa, la mia avventura nel mondo dello Sci di Fondo si è rivelata un esperienza EMOZIONANTE E FANTASTICA.
La mattina del sabato 24 gennaio all'alba, insieme ai miei genitori e agli amici dello Sci Club 13 Clusone- sezione Fondo, siamo partiti alla volta di Cavalese per la prova scioline e il ritiro pettorali. Ammetto che per le scioline e le paraffine dello sci di fondo non ho quel che si può dire una gran conoscenza, ringrazio quindi i meravigliosi Ski- men dello Sci Club 13 Clusone che mi hanno in un certo senso "adottata" e hanno messo a disposizione la loro esperienza anche per il mio paio di sci… ed effettivamente da 1° al 70° km sono stati perfetti!
Sveglia ore 6 e mezza, vestizione e colazione con gli altri atleti, poi pronti via… direzione Moena- partenza della 36° marcialonga di Fiemme e Fassa.
Alle ore 8.25 partivano i primi atleti che solo dopo 3 ore e 22 minuti già avrebbero tagliato il traguardo a Cavalese; le partenze sono scaglionate in gruppi di 500 atleti a distanza di 10 minuti perciò avendo io il pettorale 5133 sono partita alle ore 9.25.
Alla partenza si respira un aria di tensione mista a emozione e impazienza.. la musica diffusa dagli autoparlanti ti fa venir voglia di saltellare e di ballare, un po' per scaldarsi e un po' perché il tuo stomaco si aggroviglia ed è bello pensare che le 6000 persone attorno a te stanno provando le tue stesse emozioni.
Un oceano di atleti che crede nel travolgente valore dello sport sano.
Per poter registrare il tempo di tutti i partecipanti alla gara, all'interno del pettorale è applicato un chip che consente di controllare l'orario di partenza, arrivo e di tutti i passaggi nei vari punti di controllo; durante il percorso infatti sono presenti tre cancelli, a CANAZEI (19 KM dalla partenza) chiusura ore 12.30 - PREDAZZO (45 Km dalla partenza) ore 15.30 - MOLINA (63 KM dalla partenza) ore 17.30, che fungono da passaggio obbligato per gli atleti. Se non si passa entro questi orari sotto i cancelli si è squalificati.
Per arrivare al primo cancello sono da percorrere 19 KM molto duri e in salita ma il vero scoglio morale sono i Km che separano Predazzo da Molina.
Una volta passati sotto l'ultimo cancello, cade la prima lacrimuccia di gioia perché sai che sei in gara, che non possono più squalificarti e che in qualsiasi modo percorrerai gli ultimi 7 KM e taglierai il traguardo- diciamo che varcare il passaggio fa cadere l'ultima pressione psicologica (anche se poco rilevante, perché sono passata dall'ultimo cancello un'ora prima della sua chiusura)
Gli ultimissimi 3 Km sono in salita ed è molto impegnativa, tant'è che l'organizzazione dispone che lì ci sia un intervento di Ski men che sciolinano gli sci.
Mio padre mi ha accompagnato per tutta la salita, dove in cima mi aspettava mia madre con la telecamera per immortalare l'arrivo al traguardo.
Passare il traguardo è una gioia grandissima: sai di aver percorso 70 kilometri, sai di esserti impegnata in qualcosa e di avercela fatta.
Credo di sentirmi nella posizione giusta per dire a tutti i giovani, e meno giovani, che lo Sci è uno sport che mi ha dato tanto, che mi ha insegnato molti valori, riscontrabili poi nella vita di tutti i giorni; pur essendo etichettato tra uno degli sport individuali io credo che è possibile sentirsi parte di una squadra. Ci si allena insieme, ci si prepara insieme, ci si fa il tifo l'uno per l'altro, ci si sostiene nelle sconfitte e ci si applaude per le vittorie.
Il 25 gennaio del 2009 ho raggiunto un traguardo personale molto importante, mi sono messa in gioco e posso dire di aver vinto.. e che lo Sci Club che mi ha avvicinato al mondo degli sport invernali, abbia vinto con me.
Marta Barcella